Saint Seiya: l’inizio” – Il confronto con “Evolution 2.0” e “I Cavalieri dello Zodiaco” | Recensione dettagliata

“Santo Seiya: The Beginning” si erge come una promessa non mantenuta per i fan della saga anime “Saint Seiya”. Un’opera che cerca disperatamente di adottare l’eredità di Masami Kurumada, uno dei più grandi adattamenti animati di sempre. Tuttavia, il film live action manca di catturare l’essenza e la profondità della trama originale, trasformando personaggi iconici come Cassio in androidi e distanziandosi così dal cuore emotivo che ha reso la serie così amata.

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Quando il film si apre con voli spettacolari dei cavalieri e scene di combattimenti sotterranei senza regole, si intravede un tentativo di innovazione e modernizzazione della storia. Le coreografie sono impeccabili e la performance di Mackenyu spicca per la sua intensità, seppur offuscata da una CGI che manca di quel tocco di magia che ci si aspetta da un live action di successo. Ci si trova così divisi tra la bellezza delle coreografie e l’inaspettata lontananza dallo spirito originale della saga.

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Per i fan nostalgici, l’assenza della sensazionale colonna sonora di Seiji Yokoyama è quasi insopportabile, privando il film di quella connessione emotiva che solo la musica sa creare. Le interpretazioni di Famke Janssen e Sean Bean, sebbene ben eseguite, risultano sopraffatte da una trama che si allontana sempre di più dall’essenza di “Saint Seiya”, mentre personaggi importanti vengono ridotti a stereotipi mancati di profondità.

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“Santo Seiya: The Beginning” delude i fan più devoti con la sua interpretazione distorta della saga originale. Sebbene possa intrigare un nuovo pubblico inesperto della storia dei cavalieri, per chi ha vissuto e amato l’anime e il manga originale, questo film rappresenta un doloroso tentativo mancato di ricreare la magia di “I Cavalieri dello Zodiaco”. Resta solo la speranza che la Toei possa in futuro ricordare veramente cosa significava “Saint Seiya” e restituirci la grandezza di un tempo ormai passato.

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