Recensione di ‘Lost Dog’ su Netflix: come un Labrador carino non salva un film noioso

Mentre medita su come avvicinare con successo una bella compagna di classe del college, il giovane studente Fielding Marshall (Johnny Berchtold) si imbatte in una visione affascinante: un’altra ragazza che gioca felicemente con il suo cane in giardino. È proprio in quel momento che il protagonista del film di successo su Netflix Perù, “Lost Dog”, decide di adottare un animale domestico. Molti esseri umani hanno pensato almeno una volta che un animale potrebbe renderli più popolari e interessanti agli occhi degli altri, e Fielding non è da meno.

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Alla ricerca di un amico a quattro zampe, lo studente universitario trasandato si imbatte in un rifugio per cani e tra i tanti ospiti, un piccolo Labrador cattura la sua attenzione. Con la sua bellezza e gli occhi luminosi, il cane convince immediatamente Fielding a portarlo a casa, ribattezzandolo Gonker. Questo momento segna l’inizio di una nuova avventura per il protagonista, che presto si ritroverà coinvolto in un intreccio di emozioni e relazioni inaspettate.

“Lost Dog” si presenta come un film ispirato a eventi reali, diretto da Stephen Herek. Nonostante il titolo possa sembrare banale, la storia che si dipana riguarda molto più che la scomparsa di un animale domestico. Si tratta di un ritratto delicato e umano di un giovane studente alle prese con le pressioni familiari e sociali, che cerca il proprio posto nel mondo. Fielding, con il suo Labrador Gonker, si troverà a fronteggiare sfide e momenti di crescita che lo porteranno a ridefinire se stesso e le sue relazioni più intime.

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In mezzo ai personaggi che popolano la vicenda, spicca la presenza di Gonker, il Labrador dal pelo lucente che, nonostante la sua bellezza, mostra chiari segni di inesperienza sul set. Mentre la trama si dipana tra le dinamiche familiari complesse di Fielding e il rapporto con il suo cane, emergono elementi di tensione e intenso conflitto emotivo. Il legame tra padre e figlio, le vicende personali degli altri membri della famiglia e le sventure legate alla scomparsa di Gonker si intrecciano in un intenso dramma che mette alla prova le fondamenta delle relazioni umane e animali.

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Sebbene “Lost Dog” offra spunti interessanti e momenti toccanti, risulta evidente che la pellicola perda occasione di approfondire pienamente i temi trattati. L’incapacità di comunicazione tra i personaggi, le storie secondarie poco sviluppate e le sfumature di dramma sprecate nel susseguirsi di avvenimenti casuali contribuiscono a offuscare il potenziale emotivo della storia. Tuttavia, il legame tra Fielding e Gonker, così come il viaggio interiore dei personaggi, rappresentano un punto di forza che emozionerà gli spettatori e li condurrà attraverso una narrazione coinvolgente e ricca di sfumature.

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