“Hunger” su Netflix: la recensione del dramma tailandese che mostra il lato nascosto della gastronomia di alta classe

Nel mese di giugno 2022, è stata rilasciata una nuova serie intitolata “L’Orso“, che ha catturato l’attenzione del pubblico internazionale per il suo focus insolito sul mondo culinario intorno al “Boom Gastronomico“.

La trama segue Carmy Berzatto (interpretato da Jeremy Allen White), un giovane e promettente chef che abbandona la sua carriera in ascesa per gestire la paninoteca di suo fratello appena deceduto, insieme al socio irascibile di quest’ultimo.

Il locale, lungi dall’essere un tempio dell’alta cucina, era in crisi finanziaria con un menu disorganizzato e una cucina piena di problemi.

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Carmy si trova così sulla strada difficile di riportare la paninoteca alla sua precedente gloria, con l’aiuto di una giovane cuoca di nome Sydney (interpretata da Ayo Edebiri), che entra a far parte del team inaspettatamente.

Le lodi ricevute da “L’Orso” non sono solo dovute alla rappresentazione accurata e tesa del mondo della cucina, ma anche alle performance dei suoi protagonisti, che mostrano una sete di successo più che di fama.

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Nonostante le difficoltà e le incertezze, Carmy e Sydney riescono a trasformare la modesta paninoteca di Chicago in un luogo amato dai clienti, dimostrando determinazione e passione nel perseguire i propri sogni culinari.

Questa stessa ambizione per il successo è il nucleo centrale di “Hunger“, un film tailandese distribuito da Netflix che ha conquistato il pubblico sin dalla sua uscita.

“Hunger” narra la storia di Aoy, una giovane cuoca di un ristorante familiare situato a Bangkok, il cui talento culinario attira l’attenzione del famoso chef Paul, gestore del ristorante Hunger.

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Aoy si trova immersa in un ambiente altamente competitivo e rigido, dove deve affrontare le pressioni della cucina di alta classe e imparare a destreggiarsi tra le aspettative di chef esigenti e clientele benestanti.

La trama si sviluppa mostrando il percorso di Aoy nel cercare di emergere in un mondo culinario impegnativo, rivelando i conflitti personali e professionali che deve affrontare lungo il cammino.

Le similitudini tra “L’Orso” e “Hunger” si riscontrano non solo nelle ambientazioni culinarie coinvolgenti, ma anche nei drammi personali dei protagonisti che vengono messi alla prova dalle pressioni del mondo della ristorazione.

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Mentre Carmy affronta i demoni interni legati ai tragici eventi familiari, Aoy si confronta con le sfide esterne imposte da chef autoritari e dalla cultura del successo nel campo culinario.

Entrambi i racconti si concentrano sulla ricerca di identità e realizzazione personale attraverso la passione per la cucina, offrendo uno sguardo approfondito sulle complessità del settore gastronomico e sulle ambizioni dei protagonisti nel perseguire i propri obiettivi professionali e personali.