Beckham su Netflix: il mix perfetto di dramma e trionfo in una docuserie imperdibile

Forse consci del fatto che una semplice narrazione audiovisiva potrebbe non resistere alle prove del tempo, molti famosi protagonisti dello sport hanno optato per dare una nuova prospettiva al racconto della propria vita, scegliendo di affidarsi a figure autorevoli.

Questo è proprio ciò che sembra essere accaduto con “Beckham“, la recente docuserie su David Beckham distribuita da Netflix e diretta dal rinomato regista Fisher Stevens.

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Stevens dimostra tutta la sua competenza nei quattro episodi e mezzo che compongono questa produzione incentrata su uno dei grandi personaggi del calcio e del business nato alla fine del secolo scorso. Nonostante Beckham abbia raggiunto il successo a livello globale, dentro e fuori dal campo, ogni medaglia ha il suo rovescio.

Nato a Londra nel 1975, David Beckham ha giocato per alcune delle squadre più prestigiose al mondo, dal Manchester United al PSG francese, passando per il Real Madrid, il Galaxy americano e il Milan italiano. La docuserie di Fisher Stevens segue un formato consolidato: Beckham ripercorre la sua carriera mentre immagini d’archivio ci immergono nei momenti chiave, arricchite dalle testimonianze di personaggi vicini agli eventi narrati.

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La narrazione si sviluppa in modo lineare, partendo dagli esordi nel calcio di Beckham e mettendo in luce l’importante ruolo del padre nella sua passione per il gioco. Oltre alla madre, emerge l’influenza determinante del celebre allenatore Sir Alex Ferguson, che ha plasmato il destino del centrocampista con la sua rigorosa guida.

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